Presentazione

Anche in Trentino, pur con tempi e modalità diverse rispetto ad altre realtà italiane, nella seconda metà del secolo scorso è iniziato un lungo percorso che ha portato questo piccolo territorio di montagna a perdere la sua identità rurale a favore di un’economia mista che nell’industria e nel lavoro operaio ha avuto un elemento non residuale.

Già dagli anni Sessanta il governo locale ha ritenuto necessaria una strategia, fatta di politiche di incentivi, di programmazione di settore e pianificazione territoriale, per garantire a tutti i territori trentini, anche i più periferici, opportunità di sviluppo legate all’industria. Un percorso non lineare, spesso contraddittorio, segnato da successi imprenditoriali e benessere diffuso, ma anche da tensioni sociali, conflitti tra interessi diversi, fallimenti dolorosi.

Quello di cui siamo certi, è che lo sviluppo industriale ha lasciato e lascia tuttora segni evidenti sui territori e nelle comunità che lo abitano.

Dalla ricerca negli archivi provinciali, è emerso un patrimonio fotografico di assoluto interesse, che racconta – grazie agli scatti di alcuni dei più importanti fotografi trentini – una storia che si è impressa nei luoghi, segnati da infrastrutture e nuovi insediamenti che hanno condizionato il paesaggio circostante, da imprese che hanno catalizzato il lavoro di migliaia di uomini e donne, da spazi vuoti che sono stati riempiti, per poi trasformarsi o tornare nuovamente vuoti.

Abbiamo individuato sette temi, sette campi di ricerca trasversali a tutto il Trentino, e abbiamo deciso di svilupparli attraverso i racconti di sette casi particolari, che parlano di un territorio che è stato trasformato ed è tutt’ora in trasformazione, sul quale la continua dialettica tra strategie politiche, iniziativa privata, conflittualità sociale, fattori ambientali e territoriali, ha impresso traiettorie del tutto originali allo sviluppo di un’industria che oggi, di fronte alla sfida del mondo globale e interconnesso, cerca una sua nuova fisionomia.

La mostra si rivolge in modo prevalente ai giovani, perché in particolare per loro è stata concepita e organizzata, e contiene sette immagini del fotografo Luca Chistè, chiamato dagli organizzatori a fornire una sua lettura delle presenze industriali contemporanee.