Ritorno al futuro

PERGINE VALSUGANA

Le tante persone che ogni giorno entrano al Business Innovation Centre di viale Dante a Pergine Valsugana, per frequentare un corso di formazione o per recarsi al lavoro presso una delle aziende che lì hanno sede, probabilmente non sanno che, ancora prima dell’apertura del BIC, centinaia di operai per decenni si sono recati in quegli edifici, come loro.

Su quell’area, infatti, aveva sede la ISI Industria Saracinesche Idrauliche, unità produttiva del Gruppo ISI, attivo anche sul fronte degli impianti, dell’energia, dei servizi e delle progettazioni. A Pergine, l’unità produttiva del gruppo era organizzata in un settore fonderia specializzato nella fusione di ghisa meccanica, ghise speciali e materiali non ferrosi come bronzo, alluminio e ottone e un settore meccanico, che produceva saracinesche, valvole a farfalla, giunti e ogni sorta di materiale per la costruzione e la manutenzione degli impianti acquedottistici, di irrigazione e per la disciplina dei fluidi nel campo industriale. Come altre industrie di quella “generazione”, l’ISI a metà degli anni Novanta, dopo un periodo di cassa integrazione straordinaria autorizzata dal Ministero per riorganizzazione aziendale, fu costretta a chiudere, lasciando sul territorio il segno inequivocabile della sua presenza storica: i grandi edifici tra il torrente Fersina, viale Dante e viale dell’Industria, memoria plastica di una storia industriale che a Pergine ha dato lavoro a centinaia di operai.
Nel 2004, dopo anni di lavori, lì dove sorgeva l’ISI è stato inaugurato il BIC di Pergine Valsugana, che – fin dal disegno architettonico, che riprende in parte le forme originali dello stabilimento ex ISI – con quella storia si è posto in relazione: continuità e discontinuità, quasi un “tradimento fedele”, che ha portato avanti la necessità di una presenza di imprese manifatturiere sul territorio, ma si è posto l’obiettivo di far crescere e potenziare (“incubare”, riprendendo il termine usato per descrivere le attività dei BIC) iniziative imprenditoriali innovative.

Insieme a Pergine, nel 2004 sono stati aperti anche i BIC di Mezzolombardo e Borgo Valsugana, che insieme a Trento, Rovereto (Polo Meccatronica e Progetto Manifattura) e Pieve di Bono rappresentano la rete degli “incubatori d’impresa” promossi e gestiti da Trentino Sviluppo, la società di sistema della Provincia Autonoma di Trento che favorisce lo sviluppo sostenibile del sistema trentino, mettendo in campo azioni e servizi volti a supportare la crescita dell’imprenditorialità e la capacità di fare innovazione, sostenendo la collaborazione tra imprese e lo sviluppo di filiere e cluster strategici per il territorio.
Negli oltre 11mila metri quadrati complessivi – 3 moduli produttivi e una palazzina provvista di spazi collettivi e uffici – le aziende che si sono insediate nel BIC possono usufruire di servizi a supporto dello startup d’impresa, sia di tipo logistico (dalla fibra ottica alla portineria) che per lo sviluppo e la crescita aziendale (networking, business development, internazionalizzazione, finanza, comunicazione…).
Lì dove per anni ha preso forma concreta, nel calore dei forni o davanti al tornio, la sapienza di un lavoro operaio che non solo ha garantito reddito e dignità a molte famiglie perginesi, ma che ha anche contribuito alla modernizzazione e allo sviluppo di un territorio, ora hanno trovato casa tante imprese che hanno deciso di investire sull’innovazione di processo e di prodotto, e che trovano nel BIC un piccolo ma solido ecosistema che garantisce la possibilità di consolidare la strategia aziendale.

Foto colori: Luca Chistè